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Photoflex Lighting School Italia

Creazione di una foto scontornata

Una lezione prodotta da Web Photo School



Nella fotografia commerciale esiste un particolare tipo di scatto che si presta idealmente al lay-out grafico del web e della stampa: è la cosiddetta “foto scontornata”. Se lo scatto è eseguito correttamente, l’oggetto sembrerà collocato in una stanza bianca inondata di luce. Il risultato è un’immagine molto netta, che però sulla pagina bianca appare del tutto naturale senza essere confinata in un riquadro quadrato o rettangolare.

Il buon esito dello scatto di una foto scontornata dipende in larga misura dall’illuminazione, che a molti può sembrare un discorso complesso e dispendioso. Come invece scoprirete in questa lezione, non è necessariamente così.

Dimostreremo infatti come sia possibile creare una foto scontornata con un effetto visivo “naturale” utilizzando fonti di illuminazione semplicissime e poco costose e ricorrendo a qualche piccola modifica digitale.

(Clicca su ogni immagine qui sotto per ingrandire)

Argomenti trattati:

  • L’illuminazione con la luce della finestra
  • L’illuminazione con il flash
  • L’illuminazione con luce dura
  • L’illuminazione con luce diffusa (cubo luce LiteIgloo)
  • La retroilluminazione per un effetto naturale

    Equipaggiamento di illuminazione




    Figure 1

    L’illuminazione con la luce della finestra
    Per dimostrare la tecnica dello scontorno, abbiamo deciso di fotografare un colapasta pieno di peperoni. Per confronto, abbiamo iniziato a scattare delle foto dei peperoni nel modo in cui lo farebbe la maggior parte delle persone.

    Dopo aver sistemato i peperoni nel colapasta, abbiamo messo il colapasta su un tavolo della sala da pranzo, montato la fotocamera digitale su un treppiede e scelto l’inquadratura. In questo caso, lo scatto è illuminato dalla luce della finestra.

    Successivamente, abbiamo regolato la fotocamera sulle impostazioni seguenti:

    Bilanciamento del bianco: Luce solare (5.000 K) Flash: Spento Modalità di scatto: Esposizione manuale (impostazione manuale dell’apertura e del tempo di esposizione) ISO: 100 Messa a fuoco: Manuale

    Una volta scelta l’inquadratura, abbiamo impostato l’apertura del diaframma su f/18 per assicurare un’adeguata profondità di campo e abbiamo regolato di conseguenza il tempo di esposizione, che in questo caso era di mezzo secondo (Fig. 2).

    Figure 2

    Il risultato è abbastanza naturale, anche se l’immagine appare eccessivamente contrastata nonostante la luce indiretta proveniente dalla finestra. Si noti come a sinistra il colapasta risulti molto luminoso (e sovraesposto), mentre a destra i peperoni sono in ombra.

    L’illuminazione con il flash In un secondo tempo, abbiamo deciso di utilizzare il flash della fotocamera per dimostrare come questo tipo di illuminazione influirebbe sullo scatto. Dopo aver abilitato il flash, abbiamo impostato la modalità di esposizione su Auto e abbiamo eseguito uno scatto (Figg. 3 e 4).

    Com’era prevedibile, questo tipo di illuminazione conferisce ai peperoni un aspetto piatto e innaturale. Essendo orientata nella stessa direzione dell’obiettivo, la luce del flash tende infatti ad appiattire l’immagine togliendole profondità dimensionale. Anche se tutti gli elementi ritratti nella foto risultano adeguatamente illuminati, la qualità della luce è analoga a quella di un faro nel buio... non esattamente quello che si vuole per creare un’immagine “appetitosa”.

    Figure 5

    L’illuminazione con luce dura A questo punto, abbiamo deciso di introdurre alcune semplici lampade al tungsteno per regolare meglio l’illuminazione della foto.

    Abbiamo quindi utilizzato il Photoflex First Studio Product Kit, che comprende due lampade, due stativi e un cubo luce LiteIgloo medio (di cui parleremo più tardi). Per prima cosa abbiamo sistemato una lampada del kit alla destra dei peperoni e l’abbiamo orientata in modo da illuminarli di lato (Fig. 5).

    Quando abbiamo ottenuto esattamente il tipo di luce che volevamo, abbiamo disabilitato il flash della fotocamera, regolato il bilanciamento del bianco su “Tungsteno” (3.000 K) in modo da predisporre cromaticamente la fotocamera per lo scatto con questo tipo di luce, ripristinato la modalità di esposizione manuale, regolato il tempo di esposizione e scattato un’altra foto (Fig. 6).

    Figure 6

    Questo risultato è simile a quello ottenuto inizialmente con l’illuminazione dalla finestra: il contrasto è molto accentuato. La “luce dura” della piccola sorgente luminosa posizionata lateralmente colpisce in maniera disomogenea i peperoni creando zone troppo luminose o troppo scure. Si notino anche i riflessi nei peperoni: piccoli e molto chiari. Se avessimo usato una sorgente luminosa più grande, come per esempio un softbox di grandi dimensioni, questi riflessi sarebbero stati più grandi e più morbidi e la luce avrebbe “avvolto” i peperoni in modo più fluido e graduale.

    Nel tentativo di ridurre il contrasto, abbiamo deciso di utilizzare una seconda lampada sull’altro lato del set di posa, in modo da riempire le ombre generate dalla prima lampada. Una volta posizionata la seconda luce, abbiamo eseguito un altro scatto con le stesse regolazioni di esposizione (Figg. 7 e 8).

    Come si può notare, utilizzando le due lampade insieme siamo riusciti a illuminare tutte le zone dei peperoni. Inoltre, essendo entrambe angolate di 90° rispetto alla fotocamera, le due lampade creano una profondità dimensionale molto migliore rispetto a quella ottenuta nell’immagine scattata con il flash, dove la luce ha invece la stessa angolazione dell’obiettivo.

    Ma anche se in questo scatto i peperoni sono ben illuminati, la qualità dell’illuminazione non è tale da evocare un ambiente inondato di luce. E dato che noi volevamo scattare un’immagine che ricreasse l’idea di una stanza bianca e morbida, abbiamo dovuto necessariamente modificare la luce per poter produrre lo scatto definitivo.

    Figure 9

    L’illuminazione con luce diffusa (cubo luce LiteIgloo) Che fare quando non si ha a disposizione una stanza inondata di luce? La si ricrea in studio! Per i fotografi che non hanno molti soldi da spendere in varie attrezzature di illuminazione e grandi softbox, Photoflex ha creato LiteIgloo, incluso nel First Studio Product Kit. LiteIgloo è un cubo luce pieghevole con pareti realizzate in un tessuto traslucido che permette la diffusione della luce. Si tratta dello stesso tessuto utilizzato nei softbox e come nei softbox serve a diffondere la “luce dura”.

    Per dimostrare l’uso del LiteIgloo, per prima cosa abbiamo sistemato i peperoni all’interno del cubo (Fig. 9).

    Per la prima foto con il LiteIgloo, abbiamo acceso solo la lampada di sinistra, abbiamo regolato il tempo di esposizione e abbiamo eseguito lo scatto (Fig. 10).

    Figure 10

    Si noti la differenza che ne risulta a livello della qualità della luce. Poiché la luce della lampada ha illuminato una buona parte del LiteIgloo ed è stata diffusa dal cubo, la qualità della luce ora è morbida e graduale. Si noti anche la transizione della luce alla base del colapasta e i riflessi ampi e omogenei nei peperoni.

    Successivamente, abbiamo acceso anche l’altra lampada e abbiamo eseguito uno scatto con la stessa esposizione (Fig. 11).

    Come si può notare dal risultato finale, i peperoni ora sono illuminati benissimo su tutti i lati pur mantenendo un’ottima dimensionalità. Potremmo anche fermarci a questo punto, avendo ottenuto uno scatto eccellente, pronto per essere inserito su una pagina bianca dopo aver eliminato lo sfondo.

    Figure 11

    La retroilluminazione per un effetto naturale

    Tuttavia, in questo caso volevamo rifinire ulteriormente la qualità della luce per conferire una maggior autenticità allo scatto. Le foto scontornate più convincenti sono quelle in cui il soggetto è retroilluminato: la retroilluminazione, infatti, si presta idealmente a questo tipo di scatti in quanto tende a farli apparire più naturali e a ridurre l’effetto “ritaglio”.

    Quindi, abbiamo semplicemente spostato le lampade verso il retro del LiteIgloo e le abbiamo orientate in modo che sia l’una che l’altra puntassero direttamente sul cubo (Figg. 12 e 13).

    Un’altra caratteristica interessante di queste lampade al tungsteno è che forniscono una luce continua (nessun flash con cui dover fare i conti) e quindi quello che si vede è esattamente quello che compare nella foto.

    Dopo aver riposizionato le lampade, ci siamo spostati sul davanti del LiteIgloo per controllare attraverso l’apertura l’effetto della luce sui peperoni. Fatto questo, abbiamo leggermente spostato una delle lampade per ottenere esattamente la luce che volevamo e abbiamo eseguito un altro scatto (Fig. 14).

    Figure 14

    Il risultato evidenzia uno scatto ottimamente retroilluminato con una dimensionalità ancora più accentuata rispetto allo scatto precedente.

    Tocco finale
    Una volta ottenuta l’illuminazione che volevamo, abbiamo deciso di migliorare ulteriormente lo scatto nebulizzando acqua sul soggetto per un “effetto freschezza” e abbiamo poi eliminato lo sfondo con un programma di fotoritocco digitale.

    Figure 15

    To see how these effects were done, click visit www.webphotoschool.com, sign up for access to the lessons and click here. This link will bring you to an extended version of this lesson.

      Equipaggiamento di illuminazione




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